Elettromagnetismo e onde elettromagnetiche
Questo è l'argomento che «raccoglie tutto» l'anno, e proprio per questo intimidisce. La buona notizia: le equazioni di Maxwell non sono concetti nuovi, ma la sintesi ordinata di ciò che già conosci — campo elettrico, campo magnetico, legge di Gauss, induzione. Il percorso è diviso in quattro moduli: ognuno ha la sua teoria, una simulazione, gli esercizi e un quiz dedicati. Affrontali nell'ordine o salta dove ti serve.
Ripasso generale
Quando ti senti pronto, mettiti alla prova con il quiz finale: domande di teoria e problemi numerici pescati da tutti e quattro i moduli, con punteggio alla fine.
Le equazioni di Maxwell
Le quattro leggi che sintetizzano tutto l'elettromagnetismo, il ruolo della corrente di spostamento e la simmetria che rende E e B due facce di un unico campo.
1.1 Quattro leggi che già conosci
Verso il 1865 James Clerk Maxwell raccolse in un unico sistema le leggi sperimentali dell'elettricità e del magnetismo. In forma integrale (quella che useremo, più vicina al significato fisico) sono queste quattro:
1.2 Legge di Gauss per il campo elettrico
Le cariche elettriche sono le sorgenti del campo \(\vec E\). Il flusso di \(\vec E\) attraverso una superficie chiusa è proporzionale alla carica racchiusa:
Le linee del campo elettrico nascono dalle cariche positive e muoiono in quelle negative. Se dentro la superficie non c'è carica netta, tante linee entrano quante ne escono: flusso nullo. È esattamente la legge di Gauss che hai già usato per il campo elettrico.
1.3 Legge di Gauss per il campo magnetico
Non esistono «cariche magnetiche» isolate (monopoli): il flusso di \(\vec B\) attraverso qualsiasi superficie chiusa è sempre nullo.
Le linee di \(\vec B\) non hanno inizio né fine: sono sempre chiuse. Se spezzi un magnete a metà non ottieni un polo nord e un polo sud separati, ma due magneti completi. Questa è la prima grande asimmetria con l'elettricità: lì le sorgenti (le cariche) esistono, qui no.
1.4 Legge di Faraday: un campo B che varia crea un campo E
La conosci già come induzione elettromagnetica: la variazione nel tempo del flusso magnetico induce una forza elettromotrice, cioè un campo elettrico.
La novità concettuale è il punto di vista: qui il campo elettrico indotto non nasce da cariche, ma da un campo magnetico che cambia. Le sue linee sono chiuse, avvolte attorno alla zona dove \(\vec B\) varia. Il segno meno è la legge di Lenz: la natura si oppone alla variazione.
1.5 Legge di Ampère-Maxwell e la corrente di spostamento
La legge di Ampère originale diceva: una corrente elettrica crea un campo magnetico che la avvolge, \(\oint \vec B \cdot d\vec l = \mu_0 I\). Maxwell si accorse che, così scritta, era incompleta.
Maxwell aggiunse un secondo termine, la corrente di spostamento \(I_S = \varepsilon_0 \dfrac{d\Phi_E}{dt}\):
Significa: anche un campo elettrico che varia nel tempo crea un campo magnetico, esattamente come farebbe una corrente. Tra le armature del condensatore non scorrono cariche, ma il \(\vec E\) crescente «fa le veci» di una corrente e genera lo stesso \(\vec B\). La contraddizione sparisce.
1.6 Le quattro leggi a colpo d'occhio
| Equazione | Cosa afferma | Sorgente del campo |
|---|---|---|
| Gauss per \(\vec E\) | Il flusso di \(\vec E\) dipende dalla carica racchiusa | le cariche elettriche |
| Gauss per \(\vec B\) | Il flusso di \(\vec B\) è sempre nullo | nessuna (niente monopoli) |
| Faraday | Un \(\vec B\) variabile induce un \(\vec E\) | il campo \(\vec B\) che varia |
| Ampère-Maxwell | Una corrente o un \(\vec E\) variabile inducono un \(\vec B\) | le correnti e il campo \(\vec E\) che varia |
Nel vuoto e lontano dalle cariche (\(Q=0,\ I=0\)) restano solo gli ultimi due meccanismi: \(\vec E\) e \(\vec B\) si generano a vicenda. È lì che vive la luce.
2.1 Un solo campo elettromagnetico
Prima di Maxwell, elettricità e magnetismo erano due capitoli separati. Le sue equazioni mostrano che sono due facce dello stesso fenomeno. La prova più diretta la conosci già:
- una carica in moto (cioè una corrente) genera un campo magnetico;
- un campo magnetico che varia genera un campo elettrico.
Chi vede «solo elettrico» o «solo magnetico» dipende persino dal sistema di riferimento da cui osservi. Ha quindi senso parlare di un unico campo elettromagnetico, di cui \(\vec E\) e \(\vec B\) sono le componenti.
2.2 La simmetria che accende tutto
Metti a confronto le due leggi «dinamiche» nel vuoto:
Sono quasi speculari. Ognuna dice che un campo che cambia genera l'altro. Immagina allora di far oscillare, in un punto, un campo elettrico: esso crea un campo magnetico oscillante; questo, oscillando, ricrea un campo elettrico un po' più in là; e così via. Il disturbo si autoalimenta e si propaga allontanandosi dalla sorgente.
2.3 La previsione teorica delle onde
Combinando matematicamente le equazioni di Maxwell nel vuoto, si ottiene che ogni componente di \(\vec E\) e \(\vec B\) soddisfa un'equazione delle onde, la stessa forma che descrive le onde su una corda o il suono:
Il fatto straordinario è che questa previsione è puramente teorica: nasce dalla penna, non da un esperimento. Maxwell dedusse che dovevano esistere onde elettromagnetiche prima che qualcuno le producesse in laboratorio. Nel 1887 Heinrich Hertz le generò e rivelò sperimentalmente, confermando la teoria.
2.4 La velocità dell'onda è la velocità della luce
Dall'equazione delle onde si legge subito la velocità di propagazione: il coefficiente \(\mu_0\varepsilon_0\) sta al posto di \(1/v^2\). Quindi:
Sostituendo i valori misurati in esperimenti puramente elettrici e magnetici, \(\varepsilon_0 = 8{,}85\times10^{-12}\ \text{F/m}\) e \(\mu_0 = 4\pi\times10^{-7}\ \text{T·m/A}\):
Nel vuoto tutte le onde EM — radio, luce, raggi X — viaggiano alla stessa velocità \(c\). In un mezzo materiale rallentano: \(v = c/n\), dove \(n\) è l'indice di rifrazione.
La corrente di spostamento in un condensatore
Mentre il condensatore si carica, tra le armature non passano cariche, ma il campo E cresce. Questa variazione è la corrente di spostamento \(I_S = \varepsilon_0\, d\Phi_E/dt\), sempre uguale alla corrente di conduzione nel filo (ambra). Proprio come una corrente, genera un campo B attorno alla regione (punti \(\odot\) e croci \(\otimes\) viola). Quando E è massimo e smette di variare, \(I_S\) e B si annullano.
Costanti utili: \(c = 3{,}00\times10^8\) m/s, \(h = 6{,}63\times10^{-34}\) J·s, \(\varepsilon_0 = 8{,}85\times10^{-12}\) F/m. Inserisci il risultato (accetta anche la notazione tipo 5e14) per un riscontro immediato.
Quiz a risposta multipla con riscontro immediato e spiegazione dell'errore. La posizione della risposta corretta è casuale. Puoi tornare indietro per rileggere.
Le onde elettromagnetiche
Come dalla simmetria delle equazioni nasce un'onda che si autoalimenta, viaggia alla velocità della luce ed è fatta di E e B perpendicolari e in fase.
3.1 La struttura di un'onda EM
Un'onda elettromagnetica piana che si propaga nel vuoto ha tre direzioni tutte mutuamente perpendicolari:
- il campo \(\vec E\) oscilla in una direzione;
- il campo \(\vec B\) oscilla perpendicolarmente a \(\vec E\);
- l'onda avanza nella direzione \(\vec E \times \vec B\), perpendicolare a entrambi.
È quindi un'onda trasversale: i campi vibrano perpendicolarmente alla direzione di propagazione (a differenza del suono, che è longitudinale). Non serve alcun mezzo: l'onda EM si propaga anche nel vuoto assoluto.
3.2 Lunghezza d'onda, frequenza, periodo
Come ogni onda periodica, un'onda EM è descritta da poche grandezze legate tra loro:
- Lunghezza d'onda \(\lambda\): distanza tra due creste successive (in metri);
- Frequenza \(f\): numero di oscillazioni al secondo (in hertz);
- Periodo \(T = 1/f\): durata di una oscillazione.
La relazione fondamentale, valida per tutte le onde EM nel vuoto, è:
Poiché \(c\) è fissata, \(\lambda\) e \(f\) sono inversamente proporzionali: onde ad alta frequenza hanno lunghezza d'onda piccola, e viceversa. Si usano anche la pulsazione \(\omega = 2\pi f\) e il numero d'onda \(k = 2\pi/\lambda\), con \(c = \omega/k\).
3.3 Il legame tra i moduli di E e B
Nei due campi di un'onda EM le ampiezze non sono indipendenti: sono legate proprio dalla velocità della luce.
Il campo elettrico è numericamente molto più «grande» di quello magnetico (perché \(c \approx 3\times10^8\)), ma questo non significa che porti più energia: come vedremo, i due campi trasportano esattamente la stessa quantità di energia.
3.6 Come si producono e si rivelano
Per generare un'onda EM serve una carica accelerata. Il modo più comune è il dipolo oscillante: due conduttori (un'antenna) collegati a un generatore alternato. Le cariche corrono avanti e indietro alla frequenza \(f\), oscillando: essendo accelerate, irradiano un'onda EM di frequenza \(f\).
La lunghezza dell'antenna è scelta in relazione a \(\lambda\) (spesso \(\lambda/2\) o \(\lambda/4\)): ecco perché le antenne radio sono lunghe metri, mentre quelle del Wi-Fi (microonde) stanno in pochi centimetri.
Dipolo oscillante che irradia un'onda elettromagnetica
E (blu) oscilla in verticale, B (viola) nel piano perpendicolare (reso in prospettiva), la direzione grigia è quella di propagazione. Nota che E e B raggiungono il massimo insieme: sono in fase. Aumentando la frequenza, \(\lambda\) si accorcia ma la velocità resta \(c\).
Costanti utili: \(c = 3{,}00\times10^8\) m/s, \(h = 6{,}63\times10^{-34}\) J·s, \(\varepsilon_0 = 8{,}85\times10^{-12}\) F/m. Inserisci il risultato (accetta anche la notazione tipo 5e14) per un riscontro immediato.
Quiz a risposta multipla con riscontro immediato e spiegazione dell'errore. La posizione della risposta corretta è casuale. Puoi tornare indietro per rileggere.
Lo spettro elettromagnetico
Un unico continuo, dalle onde radio ai raggi gamma: stessa natura, velocità identica nel vuoto, ma proprietà e applicazioni diversissime a seconda della frequenza.
4.1 Un unico spettro continuo
Tutte le onde EM hanno la stessa natura e la stessa velocità \(c\): differiscono solo per la frequenza (o, equivalentemente, per la lunghezza d'onda). Ordinandole otteniamo lo spettro elettromagnetico, un continuo che va dalle onde radio ai raggi gamma. I confini tra le bande sono convenzionali: la fisica sottostante è sempre la stessa.
Salendo in frequenza cresce anche l'energia dei fotoni \(E = hf\) (con \(h = 6{,}63\times10^{-34}\ \text{J·s}\)): per questo i raggi X e gamma sono pericolosi (ionizzano), mentre le onde radio no.
4.2 Le bande, dalla più «dolce» alla più «dura»
| Banda | Lunghezza d'onda | Applicazioni tipiche |
|---|---|---|
| Onde radio | \(> 1\) m | radio AM/FM, TV, comunicazioni, RMN |
| Microonde | 1 m – 1 mm | forno a microonde, radar, Wi-Fi, telefonia, GPS |
| Infrarosso | 1 mm – 700 nm | telecomandi, termografia, visione notturna, fibre ottiche |
| Visibile | 700 – 400 nm | vista umana, illuminazione, fotografia, laser |
| Ultravioletto | 400 – 10 nm | abbronzatura e vitamina D, sterilizzazione, fluorescenza |
| Raggi X | 10 nm – 10 pm | radiografie, TAC, cristallografia |
| Raggi gamma | \(< 10\) pm | radioterapia, sterilizzazione, astrofisica |
Il visibile è una fettina sottilissima dell'intero spettro: dal rosso (\(\approx 700\) nm, frequenza minore) al violetto (\(\approx 400\) nm, frequenza maggiore). Tutto il resto esiste, ma i nostri occhi non lo vedono.
4.3 Perché ogni banda «fa» cose diverse
La stessa fisica, ma effetti diversissimi, e il motivo è l'energia dei fotoni e il modo in cui interagiscono con la materia:
- Onde radio e microonde: bassa energia. Fanno oscillare cariche libere (antenne) o molecole (l'acqua nel forno a microonde → calore). Non ionizzano.
- Infrarosso: è la radiazione termica — ogni corpo caldo la emette. Le termocamere «vedono» il calore.
- Visibile: l'energia giusta per attivare i pigmenti della retina e le reazioni della fotosintesi.
- Ultravioletto: inizia a essere ionizzante. Utile (sterilizza, sintetizza vitamina D) ma dannoso in eccesso (scottature, danni al DNA). Lo scudo di ozono ci protegge dagli UV più energetici.
- Raggi X e gamma: fotoni energetici, penetranti e ionizzanti. Attraversano i tessuti molli (radiografie), colpiscono cellule tumorali (radioterapia), ma vanno maneggiati con schermature.
Esploratore dello spettro elettromagnetico
Trascina lo slider oppure passa il cursore/dito sulla barra per spostarti nello spettro. La banda del visibile mostra il suo vero colore; le altre bande, invisibili all'occhio, sono in tinte neutre. Osserva come \(\lambda\) e \(f\) vanno in direzioni opposte.
Costanti utili: \(c = 3{,}00\times10^8\) m/s, \(h = 6{,}63\times10^{-34}\) J·s, \(\varepsilon_0 = 8{,}85\times10^{-12}\) F/m. Inserisci il risultato (accetta anche la notazione tipo 5e14) per un riscontro immediato.
Quiz a risposta multipla con riscontro immediato e spiegazione dell'errore. La posizione della risposta corretta è casuale. Puoi tornare indietro per rileggere.
Energia e polarizzazione
L'onda EM trasporta energia (vettore di Poynting, intensità) e ha una direzione di oscillazione — la polarizzazione — controllabile con i filtri e la legge di Malus.
3.4 Energia trasportata e vettore di Poynting
Un'onda EM trasporta energia: è per questo che il Sole ci scalda e un forno a microonde cuoce. La densità di energia immagazzinata nei due campi è:
I due contributi sono uguali (grazie a \(E=cB\)): l'energia è equamente divisa tra campo elettrico e magnetico. Il flusso di energia — quanta energia attraversa ogni secondo un metro quadrato — è descritto dal vettore di Poynting:
La direzione di \(\vec S\) è quella di propagazione dell'onda: l'energia viaggia dove va l'onda. Il suo valor medio nel tempo è l'intensità \(I\) (in W/m²), che per un'onda sinusoidale di ampiezza \(E_0\) vale:
L'intensità della radiazione solare appena fuori dall'atmosfera («costante solare») è circa \(1360\ \text{W/m}^2\).
3.5 Polarizzazione
La polarizzazione descrive la direzione lungo cui oscilla il campo \(\vec E\). Se \(\vec E\) vibra sempre nella stessa direzione, l'onda è polarizzata linearmente. La luce del Sole o di una lampadina è invece non polarizzata: è una sovrapposizione disordinata di tutte le orientazioni.
Un filtro polarizzatore lascia passare solo la componente di \(\vec E\) parallela al suo asse. Se una luce già polarizzata (ampiezza legata a \(I_0\)) incontra un secondo filtro (analizzatore) ruotato di un angolo \(\theta\), l'intensità trasmessa segue la legge di Malus:
A \(\theta = 0\) passa tutto; a \(\theta = 90^\circ\) (filtri «incrociati») non passa nulla. Le lenti polarizzate degli occhiali da sole sfruttano proprio questo per tagliare i riflessi. La polarizzazione è anche la prova più diretta che le onde EM sono trasversali: un'onda longitudinale non potrebbe essere polarizzata.
Polarizzatori e legge di Malus
La luce non polarizzata a sinistra viene polarizzata dal primo filtro (asse verticale, fisso). Il secondo filtro (analizzatore) è ruotabile: l'intensità che esce segue \(I = I_0\cos^2\theta\). A \(90^\circ\) i filtri sono incrociati e il fascio si spegne.
Costanti utili: \(c = 3{,}00\times10^8\) m/s, \(h = 6{,}63\times10^{-34}\) J·s, \(\varepsilon_0 = 8{,}85\times10^{-12}\) F/m. Inserisci il risultato (accetta anche la notazione tipo 5e14) per un riscontro immediato.
Quiz a risposta multipla con riscontro immediato e spiegazione dell'errore. La posizione della risposta corretta è casuale. Puoi tornare indietro per rileggere.